Autobiografia in cinque brevi capitoli

  1. Cammino per la strada.
    C’è una buca profonda sul marciapiede.
    Ci casco dentro.
    Sono perduto, sono disperato.
    Non è colpa mia.
    Mi ci vuole parecchio per uscirne.

  2. Cammino per la stessa strada.
    C’è una buca profonda sul marciapiede.
    Fingo di non vederla
    e ci casco dentro di nuovo.
    Non posso credere di essere nello stesso posto.
    Ma non è colpa mia.
    Mi ci vuole di nuovo parecchio per uscirne.

  3. Cammino per la stessa strada.
    C’è una buca profonda sul marciapiede.
    Vedo che è lì.
    Ci casco dentro comunque…è diventata un’abitudine.
    Ho gli occhi aperti,
    so dove sono.
    È proprio colpa mia.
    Ne esco immediatamente.

  4. Cammino per la stessa strada.
    C’è una buca profonda sul marciapiede.
    Ci giro attorno.

  5. Cambio strada.

 
Portia Nelson

Incontri

Ricordi i nostri incontri?
Sporadici, ma intensi
Semplici, ma strani
Sguardi condensati
Sinergia d’azione
Purtroppo non d’intenti
Poiché la mia speranza
Di fonderci in un “noi”
È un tabù segreto
Celato con cautela
Sul retro di un pensiero
Però io non mi pento
Del tempo speso assieme
Dispersi in un momento
Teso a eternità

Parole

Suoni che si spandono in cerca di attenzione
Tutto ciò che ottengono è solo confusione
Pretendono di avere un gran significato
Ma sono solo dita che puntano al creato
Elaborato codice a cui con convinzione
Ognuno poi fornisce la sua interpretazione
Ma siam così sicuri che consegnamo al vento
L’essenza più profonda di ciò che abbiamo dentro?
Non resta che fidarsi e lasciare ciò che siamo
A manifestarsi nell’eco di un “ti amo”

Teatrino

Lo so che voi ridete e credete che sia pazzo
in fondo io ho vent’anni e della vita non so un cazzo
però mentre arranco aprendomi una via
noto una costante nella malinconia

Osservo le persone e colgo il mio riflesso
stupito per davvero d’esser così messo
siamo marionette guidate da emozioni
che fan di tutti quanti soltanto degli automi

Però, si sa, è bene agire con coscienza
così usiam la logica per dare una parvenza
d’unità coerente a questo assurdo schema
che è solo un illusione, ma diviene il nostro emblema

Io lo vedo, ora, e sto puntando il dito
ma non per accusare: rido divertito

Consigli per i vari compleanni di Geraldine

Rimani in linea.
Resta al passo.
Le persone hanno paura di chi non va alla loro andatura.
Le fa sentire stupide per quello che fanno.
Potrebbero pensare di essere loro a stare sbagliando.
Non oltrepassare la linea rossa.
Se vai troppo lontano — in qualsiasi direzione — ti perderanno di vista.
Si sentiranno minacciati.
Penseranno di non far parte di qualcosa che li lascia indietro, si sentiranno come se stesse accadendo qualcosa di cui non hanno il minimo sentore.
Crescerà un sentimento di vendetta.
Inizieranno a pensare a come disfarsi di te.
Sii cortese con loro.
Se non lo farai, lo prenderanno come un affronto.
Quando ti ci troverai faccia a faccia, dimostra che hai bisogno di loro.
Se capiscono che non ti servono, la prima cosa che faranno sarà scaturire in te questo bisogno.
Se la tattica fallisce, allora ti diranno quanto siano loro a non avere bisogno di te.
Se non ti mostri dispiaciuta dopo questa affermazione, diranno immediatamente ad altre persone quanto non gli interessi la tua esistenza.
Il tuo nome inizierà a spuntare tra i circoli in cui le persone si riuniscono per parlare di tutta la gente che non ha importanza.
Diventerai famosa così.
Questo, comunque, non farà altro che rendere sempre più arrabbiate persone di cui non ti importava nulla sin dall’inizio.
Diventerai un importante argomento di conversazione.
Inutile dire che tutte queste persone a cui non importa di te, inzieranno ad odiare sé stesse per trovarti sempre nei loro discorsi.
Poi inizierai tu a detestarti, per provocare così tanto odio.
Come vedi, finirà tutto con un colpo di pistola.
Non fidarti mai di uno sbirro in impermeabile.
Quando ti chiedono di spiegare precisamente chi sei, dì loro che sei un matematico preciso.
Non dire o fare nulla che chi ti sta davanti non possa comprendere: penserà che tu sappia qualcosa che lui ignora.
Reagirà d’impulso e si segnerà il tuo nome.
Parla il suo linguaggio.
Se il suo linguaggio è arretrato e tu hai già superato da un pezzo quel punto, sarà ancora più facile tornare indietro.
Parla in modo che lui possa capire alla perfezione.
Parla anche soltanto per tenere in movimento la lingua.
Dopo averti sentito, potrà etichettarti come buono o cattivo.
Chiunque lo farà.
Per alcune persone c’è soltanto bene e male.
In ogni caso, lo farà sentire in qualche modo importante.
È meglio stare alla larga da queste persone.
Fai attenzione all’entusiasmo: tutto è temporaneo, non lasciarti influenzare.
Quando ti chiedono se vai in chiesa, rispondi sempre sì, senza abbassare mai lo sguardo.
Quando ti chiedono cosa ne pensi di Gene Autry che canta “A Hard Rain’s A-Gonna Fall”, dì che nessuno la canta meglio di
Peter, Paul and Mary”.
Dopo l’annuncio del nuovo presidente, mangia una pinta di yogurt e vai a letto presto.
Quando ti chiedono se sei comunista, canta “America The Beautiful” con accento italiano.
Picchia lo spazzino più vicino a te.
Se per caso dovessi venire scoperta nuda in una macchina parcheggiata, accendi in fretta la radio a tutto volume
e mima l’atto della guida.
Mai lasciare casa senza un barattolo di burro d’arachidi.
Non indossare calze appaiate.
Quando ti chiedono di fare 100 piegamenti, prima cospargiti di deodorante.
Quando ti chiedono se sei capitalista, straccia la tua maglietta, canta “Buddy, Can You Spare A Dime?” con il piede destro alzato, mentre mastichi un biglietto da 1$.
Non firmare su nessuna linea punteggiata.
Non cadere nella trappola di criticare persone che non fanno altro che criticare.
Non creare nulla.
Verrà male interpretato.
Non cambierà.
Ti perseguiterà per il resto della tua vita.
Quando ti chiedono che fai per vivere, dì loro che ridi per vivere.
Stai in guardia dalle persone che minacciano di uccidersi se non sei gentile con loro.
Quando qualcuno ti chiede se ti importa dei problemi del mondo, guardalo profondamente negli occhi: non te lo chiederà di nuovo.
Quando ti chiedono se sei mai stata in galera, rispondi che anche alcuni dei tuoi migliori amici te l’hanno chiesto.
Diffida dei bagni pubblici senza scritte sui muri.
Quando ti chiedono di guardare a te stesso…non guardare mai.
Quando ti chiedono di dire il tuo vero nome…non darlo mai.


Quella che ho scritto sopra è la traduzione di “Advice For Geraldine On Her Miscellaneous Birthday”, poesia composta da Bob Dylan in occasione del concerto di Halloween alla Philharmonic Hall, nel 1964. Una versione adattata e (molto) ridotta è stata inserita nel film “I’m Not There”, con il titolo “Sette semplici regole per vivere alla macchia”.

Dylan parte da alcune esperienze di vita per redigere un elenco di consigli.
Senza senso.
O forse no.

Spirale discendente

Lo sai che si prova a correr nel prato
e sentirsi dal ferro il polso avvinghiato
quando Libertà è soltanto illusione
ed alle parole non segue l’azione

Ma le catene son nella tua testa
non riesci a trovare la chiave che è in tasca
speri qualcuno ti mostri la via
e rimani a cullarti nella codardia

Lo sai che Godot si aspetta in eterno,
che non puoi contare sul caldo d’inverno
ma ogni scintilla che da te germoglia
risulta in nient’altro che un fuoco di paglia

Pensiero contorto che sfocia in paralisi
ti lascia sul posto, fermo in dialisi
la bocca che oggi produce lamenti
domani farà lo spazio ai rimpianti


Ispirata da questa immagine.